La banalità del male

Title La banalità del male
Eichmann a Gerusalemme
Original title Eichmann in Jerusalem
Author Hannah Arendt; trad. di Piero Bernardini
Publication Feltrinelli
Size 314p
Language ITA ITA
ISBN 9788807816406
Topics Holocaust, Jewish (1939-1945)--Psychological aspects
War crime trials--following WWII
Holocaust, Jewish (1939-1945)--Moral and ethical aspects
Eichmann, Otto Adolf (Holocaust organizer, 1906-1962)
Notes tto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo, in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, 'in concorso con altri', crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale." Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del New Yorker. Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perciò "tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.
I 364.138
AREN 2
33710
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